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XI
Scena uno: nello spazio.
Si vede una piccola astronave di costruzione aliena, forse è un caccia bombardiere spaziale poiché si possono vedere le fessure da dove presumibilmente partono i laser.
Qualche asteroide sfiora l’astronave, ma anche se la colpisse, c’è la protezione magnetica, c’è lo scudo che la difende da qualsiasi attacco.
Un satellite americano è a pochi passi, ma non riesce a vedere il caccia perché con la protezione è invisibile ai radar.
Si può vedere il pianeta Terra dagli oblò della piccola astronave.
Dentro l’astronave.
Si vede un laboratorio fantascientifico, con attrezzature sconosciute agli scienziati terrestri, attrezzature costruite con materiale alieno, materiale che non esiste sulla Terra.
Molti esseri umanoidi stanno lavorando ad un progetto: Il picchio in testa.
Digitano su tasti colorati e utilizzano il potere della mente per spostare oggetti e per comunicare.
Questi esseri non hanno la bocca e non hanno lo stomaco, hanno sei dita nelle mani, sei dita nei piedi.
Il potere della mente permette loro di fare tutto e di più degli esseri umani.
Metà della faccia degli alieni è creata artificialmente in laboratorio con l’utilizzo della Biotecnologia avanzata del loro pianeta che si trova due o tre galassie a sud-est della Via Lattea.
L’altra metà del viso è simile a quella di qualsiasi essere umano, si creano una finta bocca, una specie di schermo televisivo sul loro volto dove si vede una bocca umana che si apre e si chiude al ritmo dei loro pensieri, serve per omogeneizzarsi all’ambiente terrestre, per non dare troppo nell’occhio, quando scendono sul nostro pianeta.
Si apre una porta a scorrimento ed entrano due alieni molto grossi, seguiti da due cavalieri spaziali e da un alieno mingherlino vestito con abiti sfarzosi, dal tessuto sintetico, simile alla plastica, infine chiude il corteo un essere umano, un terrestre, sembrerebbe uno scienziato per come è vestito.
Per capirsi utilizzano una specie di computer palmare che trasporta i loro pensieri sul piccolo schermo e li traduce in parole, parole di ogni lingua dell’universo.
[ [ - IL SOMMO: Ha creato proprio una bella macchina, dottore. Le siamo grati per aver voluto accettare la nostra proposta…in fondo è un modo molto più pacifico di conquistare il vostro pianeta! Noi abbiamo bisogno di vivere in un pianeta dove ci sia ossigeno, sul nostro pianeta ormai è praticamente scomparso, noi dobbiamo vivere sottoterra e non è bello non poter vedere i nostri tre Soli…. - ] ]
( ( - IL DOTTORE: Sono contento che vi piaccia, ma io sono stato costretto ad accettare. Avreste raso al suolo la Terra e ci sarebbero state 6 miliardi di vittime!! La vostra tecnologia è anni luce più avanzata rispetto alla nostra! L’unica cosa che mi preoccupa GRAN CAPO, è la confusione spazio temporale che si è creata, non si capisce più niente, un giorno è il 2031, l’altro giorno è il 2021 e poi 2001, bisogna rivedere alcuni calcoli, magari qualche tarmone nucleare o neurone di troppo. E poi i cloni che create in laboratorio sul nostro pianeta, accusano sempre delle forti emicranie, alla lunga il loro cervello può esplodere, quel piccolo “picchio” di Fandio che abbiamo inserito nel tessuto celebrale degli “originali” li manderà tutti in tilt e ciò comporterà che anche “gli originali”, che voi ora tenete prigionieri, subiscano scariche elettriche molto forti e quindi il tutto porterà alla distruzione dei “sudditi terrestri” che avevate in mente di utilizzare come schiavi…il progetto PICCHIO IN TESTA ha bisogno di altro tempo, bisogna sperimentarlo ancora un po’…ci vuole tempo. - ) )
[ [ - IL SOMMO: Non ce n’è di tempo idiota! Noi ci dobbiamo stabilire al più presto sulla Terra, ed entro 56 Akireon l’Italia, il tuo paese, sarà nostro! Datti da fare dottore, perché se non fai ciò che ti dico entro il tempo stabilito, io comincio a distruggere prima uno e poi tutti i continenti del vostro pianeta. Lavora! Ah, tua figlia, colei che ci sta dando molti fastidi, se non la pianta di creare scompiglio, noi la uccidiamo…in fondo sono un buono e ho i miei sentimenti, ma non farmi cambiare idea, dottore, non mettermi alla prova. - ] ]
Primo piano del dottore.
Espressione di terrore e impotenza.
Il Sommo se ne va, seguito dai cavalieri e dagli umanoidi grossi, fa una grassa risata.
Il dottore decide, sconsolato e depresso, di rimettersi al lavoro, pensa che ormai sia la fine per il pianeta Terra, pensa che ha salvato miliardi di vite, ma a che prezzo?
“Saremo tutti schiavi!” pensa.
Lui è il primo.
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