|
>>>>>SEGUE>>>>>
Chiesi:
“Sei scappata di casa?”
“Perché mi chiedi questo? Credi che io sia scappata di casa? Quale casa? Chi sono i miei genitori? Non ho nessuno…credimi Alex, sono sola e sono l’unica ad essere me stessa…” disse con occhi tristi e sospirando e sbuffando fuori nell’aria calda tutte le sue malinconie e angosce.
“Sei un po’ matta lo sai? Però, adesso che ti guardo meglio è come se ti conoscessi da tempo, come se io e te avessimo avuto una storia…non so…è come un dejà vu, io ti conosco, in qualche modo è così, anche se è stranissimo…”
Sorrise e fu meraviglioso e fu dolce, scordai i miei impegni di lavoro e la fissai negli occhi come per riuscire a credere veramente alla sua storia, come se affondando i miei occhi nei suoi, una voce dentro mi aiutasse a riconoscerla, a dire: “Sì, lei è Floriana, mi ricordo di lei!”
Cambiando discorso e smorzando il sorriso, mi disse:
“Però sei invecchiato, eh? E poi questa barba! Perché te la sei fatta crescere…? Che fai nella vita? Chi sei diventato?”
Favellava adesso e sembrava essersi tranquillizzata.
“Sono uno scrittore…piuttosto apprezzato e conosciuto, secondo alcuni. Eh eh eh…non mi piace ciò che scrivo comunque e adesso sto cercando l’ispirazione che deve arrivare al più presto, perché ci sono tempi da rispettare.”
“Sei ricco?” domandò.
“Bè, ricco è una parola grossa! Ho messo da parte qualche soldo e ho potuto comprarmi una casa in campagna, che è sempre stato il mio sogno.” risposi sorridendo alla curiosa ragazza.
I discorsi stavano prendendo una strada formale che non mi piaceva e che non mi è mai piaciuta, io preferisco non arrivare al punto in cui la retorica comanda i tuoi pensieri.
Stavo interessandomi in maniera esagerata alla giovane donna dai capelli rossi e avrei voluto stringerla e dirle che il suo era solo un incubo e che presto si sarebbe svegliata.
Ma non potevo, lei non mi avrebbe creduto.
“All’Alex che conoscevo io e di cui segretamente mi ero innamorata, piaceva cantare e recitare. La musica era il suo chiodo fisso, anche se non sapeva suonare uno strumento. Poi amava il teatro ed era anche un po’ egocentrico forse, però aveva tante potenzialità inespresse, che si teneva dentro per paura di non piacere e di non essere apprezzato.”
Rise e fu una risata leggera, di una persona sana di mente e bellissima.
Così sembrava almeno.
Continuò il viaggio nei suoi ricordi ed io ascoltavo rapito ed ipnotizzato.
“Se mio padre non fosse mai nato…merda!” e strappò un ramoscello da un albero di pere e lo scagliò come fosse una lancia al centro della strada di campagna.
Si era arrabbiata tutto ad un tratto, forse uno sdoppiamento di personalità, comunque mancanza di qualche rotella di sicuro…ma che si fa così?
“E’ una frase molto dura…che ti ha fatto tuo padre per meritare tanto odio?” chiesi ormai confidenzialmente, come se fossimo amici davvero da anni.
Non rispose.
Ed ecco il paese, non mi ero neanche accorto che fossimo già arrivati.
Il paese ci osservava stanco e deserto e silenzioso, come al solito.
Il sole batteva così forte che le pietre e l’asfalto scottavano, il paesaggio tremolava e ombra manco a parlarne, sete e gola secca.
Floriana si stava aprendo con me, voleva raccontarmi la sua storia, forse voleva che l’aiutassi in qualche epica impresa e comunque adesso potevo avere una storia da scrivere.
Fui felice di quell’incontro e oltretutto il cuore ricominciava a sobbalzare come non faceva da anni.
Innamorato?
Così di colpo?
Non credo ai colpi di fulmine…o forse…
Giungemmo all’unico alimentari del paese e salutai con la mano e un cenno di capo Giuseppe, il proprietario.
“Alex, buongiorno!” disse raggiante e cordiale.
“Ciao Beppe…ho una sete pazzesca, mi fai un bel bicchierozzo di acqua e limone?” chiesi.
“Subbito!” rispose Beppe il meridionale con due b.
Forse Giuseppe è l’unico meridionale che mi sta simpatico; ‘sti terroni che vengono su da noi a cercare fortuna e si arricchiscono alle spalle dei giovani settentrionali, lo dissi a Floriana che inarcò le sopracciglia e mi guardò con aria schifata, disgustata.
“Cazzo dici animale!” bofonchiò adirata al mio cospetto.
“Che c’è? Che ho detto? Non sono mica l’unica persona a pensarla così! Da quando la “Lega” è al governo e ha la maggioranza assoluta, il 90 % degli italiani la pensa così e comunque la minoranza, il 10 % , sono poca cosa, rivoluzionari che si nascondono e sfuggono alle camicie verdi della Lega che se li beccano li mettono tutti nelle nuove camere a gas che ci sono costate miliardi a noi italiani, ma ne è valsa la pena!” dissi io dimostrando di interessarmi molto ai problemi del paese e di capire di politica.
Dissi anche “Roma ladrona” per dare forza al mio discorso.
“La Lega al governo!? E da quando?” urlò allarmata la giovane donna.
“Come da quando? Ma dove vivi? Dal 2001, sono 20 anni ormai…devo dire che io ero piccolo, ma mio padre mi ha detto che sono cambiate molte cose in Italia e adesso viviamo bene o, qualcuno dice, ma sono rivoluzionari, ci siamo abituati ad una nuova dittatura, sulla falsariga del fascismo.”
“Dio mio, che casino!” disse la ragazza spalancando gli occhi e inginocchiandosi per terra.
La aiutai a rialzarsi e le chiesi:
“Che c’è? Sembra quasi che tu non viva qui in Italia, non sapevi che il nostro stato è autoritario e intransigente?”
“E il rapporto con l’Europa com’è? Voglio dire con i padani al governo…” chiese con un tono ironico.
Le presi le mani e l’aiutai a sedersi su una panchina scorticata dagli eventi atmosferici, le carezzai i capelli e cercai con parole dolci e con voce tranquilla di riportarla sulla Terra, in Europa, in Italia, nel paese dove ci trovavamo.
Intanto Beppe il salumiere mi portò l’acqua e limone, lo ringraziai e gli dissi che i terroni sanno anche essere servizievoli, almeno questo.
Lui sorrise e ritornò in negozio.
“La nazione è in buone mani, Bissi è un ottimo capo del governo, ha fatto una grande cosa quando ha chiuso ogni rapporto con il resto d’Europa. Ci siamo isolati da tutto e tutti e abbiamo cominciato a darci da fare, rimboccarci le maniche per far tornare il paese allo splendore di un tempo, tipo il boom economico degli anni ’60, non so se l’hai studiato a scuola quel periodo…con la Francia, ad esempio, Bissi chiuse ogni tipo di comunicazione quando la nazionale di calcio transalpina vinse per la cinquantesima volta contro la nazionale italiana, prese quasi a cazzotti il presidente francese, una cosa incredibile…non immagini quanto sia nazionalista Bissi…!”
“Bissi!? Ma io mi ricordo che lui voleva dividere l’Italia, che…a proposito di calcio lui aveva la nazionale Padana e se ne fregava dell’Italia!”
“Un tempo Floriana, un tempo. Poi si accorse che la nazionale padana era composta da dilettanti e che perdeva anche col San Marino e diventò così tifoso dell’Italia che non si perde più una partita allo stadio!”
“Incredibile!”
“Già. Ha poi abolito il grido perché ricordava troppo il partito di cavalier Berluscotti e a lui non piaceva per niente…con la Spagna ha litigato perché non ama la Monarchia e non sopporta che il potere in uno stato ce l’abbiamo persone ricche e viziate…eh eh un grande personaggio Bissi…a mandato pubblicamente a fanculo il re di Spagna davanti a milioni di persone, in diretta TV.” dissi cominciando ad enfatizzare e a godere di ogni parola.
Mi stavo esaltando perché potevo far sfoggio della mia conoscenza e forgiare la mente di una giovane bellissima ragazza ingenua e ignorante in materia politica.
“Che altro è successo? Dio, che ha fatto poi Bissi?” domandò con una punta di impazienza Floriana.
“Non sai proprio niente, eh? Vabbè…che ha fatto…ha istituito piccole regole di vita, un po’ di sano moralismo e un po’ di magniloquenza e un po’ di favori alle industrie del nord e una legge anti pidocchi per quelli del sud…poi tutti i gay li ha fatti espatriare in Francia, perché < è lì che vivono le checche, con la loro lingua pippippì > e ancora la legge di parità di diritti tra terroni del sud e albanesi, senegalesi, marocchini, cioè anche uno di Palermo può fare il Vucumprà ma con prezzi inferiori alle 100.000 palanche…”
“Palanche!?” disse spalancando gli occhi.
“La moneta italiana…20 anni ormai che c’è…vabbè non sai proprio niente…” e bevvi rapidamente come un cammello disidratato, la mia acqua.
Un olo-jukebox intanto mandava le note e l’immagine di un vecchio pezzo di Secchioni: “Luci a San Ciro”.
Un pezzo che portava una sfiga!
Almeno a me, con quel brano lì mi avevano lasciato tre ragazze, avevo perso un posto di lavoro e mi ero rotto una gamba durante una partita di ping pong, assurdo.
Mi toccai gentilmente i testicoli, comunque voltandomi, non facendomi vedere dalla ragazza.
Oltretutto non dovevo neanche farmi vedere da nessuno in paese, perché era uscita una nuova legge contro le parolacce e i gesti volgari: chi faceva la spia si beccava 10.000 palanche, chi faceva gesti volgari o diceva volgarità, pagava 50.000 palanche, 40.000 allo Stato, bisognava quindi stare attenti.
Una space car ci volò vicino e alla guida del trabiccolo ad acqua c’era Giacinto Berardinelli, il mio editore di Velletri, ormai settentrionale fino al midollo…aveva anche acquistato l’accento nordico!
Viene praticamente ogni giorno, tanto abita a 500 km da me, nell’Istria italiana e con la space car 3000 TDI vola a 300 km/h che è una scheggia.
Si fermò davanti a noi e sorrise mostrando il dente d’oro proprio al centro della bocca, mi strizzò l’occhio e mi fece:
“Indebiti, sempre con belle donne, eh? Mandrillone del cavolo! E quando lavori? Lo sai che mi devi dare almeno 10 pagine per mercoledì prossimo!”
“Saranno sul tuo tavolo Giacinto, non ti preoccupare. Piuttosto…soldi non me ne arrivano più…che è successo?”
“Ti sempre a pensar alle palanche! Non so, non mi occupo io dell’aspetto monetario, capì!” rispose l’editore tergiversando un po’.
“Comunque, lei è Floriana!” dissi allungando un braccio in direzione della ragazza.
“Zoe!!” esclamò la giovane donna dagli occhi verdi come il mare.
“Come mi hai chiamato ti?” domandò strano in volto Giacinto.
….
....
[ [ - Un momento Sommo, Floriana non conosceva Zoe Mustacchio, non lo ha mai conosciuto, c’è un perniciosissimo errore. Non me ne voglia Grande Assurdità ma chiunque se ne accorgerebbe! La gente non è stupida! - ] ]
< < - Come osi, essere inetto, contrastare il genio del tuo capo! Come ti permetti? E Poi chi se ne accorge?…ma comunque forse hai ragione, cancelliamo l’arrivo dell’editore di Velletri e andiamo avanti in altro modo. Sei stato troppo ilare quando mi hai corretto però…ti meriti una scarica di 10.000 volts sul cranio vuoto che hai! - > >
[ [ - Giustissimo Sua Immane Profondità Stellare, ha ragione…sarò meno ilare d’ora in poi…le piace il gioco che abbiamo costruito, Sua Grandiosità? - ] ]
< < - Meravigliosa questa invenzione, soprattutto perché un essere inferiore a noi l’ha creata! Io penso delle cose che vengono immediatamente trasportate su un computer e nella vita di quegli esseri inetti laggiù…mi sto divertendo…però non mi fare dimenticare che ti devo scaricare 10.000 volts sul cranio! - > >
[ [ - Certo Sua Immensa Ingratitudine, la ringrazio per tutto… - ] ]
Floriana si illuminò in volto quando le chiesi se voleva cenare con me quella sera, mi strinse la mano e mi disse di seguirla.
Non so dove volesse andare, poi capii che aveva voglia di comprare qualcosa di buono da mangiare da Beppe il salumiere.
“Raccontami ti prego, dimmi ancora qualcosa sul Mondo, sull’Italia…dimmi dimmi.” fece la ragazza sulle spine.
“E che ti devo dire?…ah ecco! Ieri c’è stata l’ennesima rivolta degli omosessuali a Roma. Hanno fatto un corteo per le strade della città e il presidente Bissi ha chiesto il pronto intervento dell’Esercito italiano che si è dato da fare lanciando, sulla folla di gay, bombe lacrimogene e picchiandone un po’ selvaggiamente…gran bella scena! Questi froci si meritano di peggio, Bissi ha fatto molto per loro, quando gli ha chiesto di espatriare dall’Italia a spese dello Stato…ma loro no, non ne vogliono sapere di andarsene, vogliono restare qua in Italia, dicono che hanno tutto il diritto di rimanere, lottano per la libertà, contro il razzismo di massa…ormai il razzismo è basilare in questo Stato, se sei un diverso c’è poco da fare, puoi solo nasconderti. I gay sono banditi da ogni strada di ogni città, rischiano grosso ogni giorno!” dissi facendo trasparire un po’ di finta preoccupazione.
“Che schifo!” la sentii sussurrare.
Intanto il sole era allo zenit e ciò significava che era ora di pranzo; dissi a Floriana di sbrigarci che gli orari devono essere rispettati, che la fame non aspetta e lo stomaco se è vuoto, è giusto che brontoli eccetera eccetera…cazzate così.
Arrivammo a casa intorno alle 13 e qualcosa, feci entrare la ragazza strana e bellissima nel mio rustico di campagna e vidi, con la coda dell’occhio, la mia vicina con i denti gialli che mi fissava gelosa.
Mi venne da ridere ma mi trattenni.
Come fa una donna sposata ad essere gelosa del suo amante?
L’amante allora, non deve essere geloso del marito?
Riflessioni che avrei potuto continuare, ma ero troppo preso dalla giovane donna, misteriosa donna, che avevo davanti.
Ero curioso di sentire la sua storia, le sue ragioni, il perché e il percome che una ragazza così sexy, fosse anche così incredibilmente fuori di testa.
Preparò il pranzo, da brava casalinga, proprio come la nuova legge sulle donne impone.
Se uno è single, il pranzo se lo prepara da solo…ci sono delle eccezioni.
Ma non c’è bisogno di spiegazioni, se vivete nel mio Mondo, queste cose le dovete sapere, no?…il fatto che una donna non deve lavorare e restare in casa ad accudire e coccolare il marito nel migliore dei modi e a ‘fanculo il femminismo ecc…
Non le faccio mica io le regole, ci si deve adeguare e poi tutti si abituano a tutto, anche le donne penso.
“Se una donna prova a ribellarsi…tac, ecco che scatta l’emarginazione e poi si muore!” conclusi sorridendo.
La ragazza si sistemò i capelli e mordicchiò un calamaro e annuì simpaticamente.
Disse anche “Bello, davvero bello!” ma con un tono ironico che non mi piacque per niente.
Che eravamo di fronte a una che difende i gay, promotrice del femminismo?
Ancora!?
Basta.
Non ne potevo più!
Dopo mangiato la feci accomodare sul divano del salotto e le chiesi di farmi un bel massaggio ai piedi, una cosa che una donna deve fare per rispetto all’uomo.
Non volle farmelo, anzi si indignò e mi mandò a quel paese.
Gentilmente però, sempre rispettando le leggi dello Stato…”Va a quel paese” si può dire…”Vaffanculo” no.
Cioè “Vaffanculo” lo si può scrivere ma non si può pronunciare a voce troppo alta e…c’è un libretto di spiegazioni da qualche parte, ora non mi ricordo!
Bissi ha creato in 20 anni, un centinaio di nuove regole di vita e nuove leggi, sono davvero tante per ricordarsele tutte!
Comunque un po’ di ribellione in una donna mi ha sempre intrigato, affascinato, esaltato.
Sono quelle cose che creano in me una voglia di conquista, di lotta, che mi mandano in fibrillazione, mi fanno montare l’adrenalina in maniera sconvolgente.
Adoro poter conquistare, quando la ragazza non si vuole fare conquistare.
Perché se poi ce la fai, sei un vero uomo, un grande maschio, sei un dominatore, il più forte del Mondo.
Metodi di seduzione.
Dovevo scavare nella mia memoria e trovare qualche trucco da viveur.
Immediatamente, prima che la matta volesse scappare.
Era troppo bella, un corpo magnifico: due gambe lunghe e non troppo magre, un seno eretto, misura giusta, la terza, pelle liscia, vellutata e senza macchie, occhi del colore del mare, capelli profumati, intriganti fossette al momento del sorriso, cu…sedere ( stavo per scrivere una parola di quelle vietate ) a mandolino…era perfetta!
Una giovane donna, archetipo della bellezza.
Oggettivamente era la bellezza, era la femmina.
Lo stereotipo della Femmina.
>>>>Continua>>>>
|
Link Permanente