Blog Gratis
Tipopa Incontri Online
cerca




IL PICCHIO IN TESTA

Un romanzo fanta-comics di ALESSIO BLASETTI con disegni dell'autore - (c) 2002 - 2010
noeap-150x150-custom
10/1/2010 - CAPITOLO 4 -seconda metà-
Categoria: narrativa

.....

(..... segue > )

Entrai poco dopo anch’io, senza farmi vedere dall’amico Zoe.

Mi sistemai vicino alla macchina del caffè e vicino alla bacheca con i lavori part-time e fischiettando, buono buono, osservavo i movimenti di abbordaggio del buon vecchio, anche se un po’ ingenuo, Mustacchio.

L’aria era tesa e la si poteva quasi palpare.

Il nostro comune amico con lentezza e gesti misurati si avvicinava sempre di più alla donna che gli avevo descritto; intonai col fischietto una triste marcia funebre di Claudio Cecchetto.

L’ora della verità era vicina.

Signori e signore mettetevi comodi, questa è  L’ORA DI ZOEEE.

Avessi avuto una telecamera lo avrei inquadrato il nostro casanova di Scurcola Marsicana.

Dio, ilare e buffo com’era, nei suoi movimenti studiati e programmati, fatti chissà quante volte!

Chissà se gli erano mai serviti a qualcosa i suoi subdoli e semplici trucchetti con le donne!

La prima frase che disse, come da copione fu: “ Vuoi venire a casa con me, vuoi venire, eh?”

Lei, la donna, che interpretava in questo dramma inventato di getto da me, la troia torinese, fece un’espressione tra lo stupito e lo spaventato.

Inarcò le sopracciglia e gentilmente chiese cosa volesse.

Zoe, mai domo di fronte alle difficoltà, continuò imperterrito il suo abbordaggio clownesco.

Io, nel mentre, con un occhio alla bacheca, dove giganteggiavano le 220 assunzioni  per concorsi come tombaroli in vari comuni limitrofi e con un occhio registico puntato sui miei due personaggi, accennavo una canzone che avrei dovuto cantare al veglione di fine d’anno: “ Un cuore matto, matto da legare...tuntuntuntunn...”

Mi divertivo, c’era poco da fare.

L’altro me stesso burlone che se ne fotte di tutti e tutto, ogni tanto s’impadroniva di me.

Senti, son sicuro che sei tu. Sei tu quella che mi ha telefonato un’ora fa e mi ha detto tutte quelle belle parole.  Chè sono bello, macho e hai detto anche fustacchio, sìssì.  Non fare la finta tonta con me, bambina, lo so che vuoi far l’amore con me...non importa l’età sai...mi piaci lo stesso...”

Primo errore del Mustacchio.

Le donne non vogliono sentirsi mai dire e sottolineo sentirsi mai, che sono anziane, non vogliono alcun accenno alla loro età.

Si innervosiscono e poi...

“ Ma si può sapere chi sei, ma chi bbuòòò? Vattinne, strunzu impanneddratu, ca chiamu me maritu...taliate a chistu, taliate.”

Partì un sonoro schiaffo che fece rimbalzare all’indietro il nostro comune amico non proprio piccolo.

“Ma non sei torinese, allora!” esclamò esterrefatto Zoe.

“Ma chi è turinese! Sicula sono e a tia nun te conoscio” concluse lì per lì la finta torinese del sud.

A questo punto soddisfatto ai massimi livelli intonai il refrain:

Dimmi la verità, la veritààààààààà...”

A me Little Tony mi fa un baffo, mi fa...che estensione vocale che ebbi!

Tutti lì dentro, si girarono, smisero di fare ciò che stavano facendo e scrosciò uno spontaneo applauso.

Grazie, grazie” dissi inchinandomi ai signori, alle signore e alle signorine presenti.

“Alex, tu ne sai niente di questa storia?  Io avrei fatto ‘sta figurella di cacca per colpa di chi?” chiese Zoe con il tono della voce sopra le righe.

Mia?” domandai rispondendo al quesito.

“Già, tua!” con tono di sfida il nostro comune amico “ Adesso sono cazzi tuoi...uno, due e...”

No, quando Zoe conta non è proprio il caso di restare.

Mi diedi alla fuga disperata.

Lasciai l’Ibiza lì dov’era e corsi fino a casa, fermandomi ogni trecento metri a riprendere fiato.

Zoe sempre alle calcagna.

Sbuffai e rientrai in casa, mi feci un bagno caldo che avevo sudato e poi sentii il campanello.

Era il Mustacchio, con il baffo tutto sudato e con il volto rosso come un peperoncino di Cayenna.

Sali animale” gli dissi.

Uno scherzo del genere a me.  Me che sono tuo amico da 2 anni, che ti ho colto dal mare di fango in cui ti trovavi e...”

“ Non esagerare Zoe...e che è? A parte che nel mare di fango sto ancora, prima annegavo, ora galleggio, come uno stronzo.  Riprendi fiato ragazzo, ti vedo stanco.  Hai corso dal Collocamento a qui?” 

Annuì e deglutì.

“Era un’innocente scherzetto del me stesso burlone, non devi mica prendertela.  E poi ci caschi sempre!  La mia voce non la conosci proprio per telefono! Siediti amico, vuoi un caffè?” gli domandai dopo che il suo colorito era tornato umano.

“ Sì, grazie.”    Avevamo già fatto pace, io e Zoe.

E’ un tipo tranquillo lui, forse un po’ troppo fanfarone, ma tranquillo…almeno con me, gli sto simpatico forse.

Mi accennò al fatto che dopo il veglione di capodanno, lui e la sua ragazza, Margherita, avrebbero fatto di corsa i bagagli e, senza aspettare l’alba, con la Vanette del babbo, sarebbero partiti alla volta di Lisbona.

“Lisboa!” esclamò col suo accento già molto portoghese, dell’hinterland.

Mi spiegò per filo e per segno il suo programma di viaggio.

Ero entusiasta per lui, lo vedevo raggiare di gioia quando ne parlava.

Mi chiese se volevo partire con lui e Margherita, se volessi portare Luana o Melyssa o Samantha.

“Nessuna delle tre, amico.”

Perché?

“ Eh perché! Perché sono uno stupido.  Non ho un’agenda e non segno gli appuntamenti, ecco perché.”

“ Ahi, sei andato all’appuntamento e hai trovato tutte e tre ad aspettarti a braccia aperte, vero?”

“Sì e no.  Due per l’esattezza, Luana e Melyssa.  Avevo dato loro appuntamento lo stesso giorno, la stessa ora e perfino nello stesso luogo...”

Finsi amarezza e tristezza, tanto ormai a me piaceva Lara e di quelle tre sgallettate non me ne fregava più niente.

“ Questa è sfiga!” fu l’esclamazione di Zoe “ Sfiga bella e buona.  E con Samantha?” chiese.

Samy mi ha portato in cima al Monte e con una luna che avrebbe fatto invidia ai migliori direttori di fotografia del cinema mondiale, mi ha detto che ama un altro, un certo Leo. L’attore. Conosci?”

Sì Leo, è uno importante, ha fatto un film al cinema e ha incassato 80 miliardi.  Ogni tanto ci ho anche parlato, quando veniva in città per Samantha” mi disse con tutta calma il nostro comune amico.

“ Cazzo, allora lo sapevi che mi tradiva ? “

“Sì Alex, ma non potevo mica dirtelo io!” fece con aria santarellina il Mustacchio.

Io ho voglia di ...” iniziai a dire.

“ ...di un caffè?” domandò Zoe.

“ Ora te lo faccio.”

“ Comunque puoi venire anche solo in Portogallo, chissà che non ti fidanzi a Lisbona?”

“ Io voglio Lara!” sussurrai.   

Eh?”

 

Inserisci Commento!

IL PICCHIO IN TESTA

Un romanzo fanta-comics di ALESSIO BLASETTI con disegni dell'autore - (c) 2002 - 2010

Post Recenti
Blog Menu
I Miei Amici
I Miei Links

Entry 26 di 34
Precedente | Sucessiva

Blog Gratis