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II
Il nostro comune amico è...
l nostro comune amico è più o meno giovane, soggettivamente simpatico, pragmatico, con la tessera di un partito del Grande Centro, estroverso, spesso alticcio, quasi intelligente, polemico, saltuariamente sportivo, non eccessivamente alto per la sua statura mentale, amante infallibile, amante focoso, amante lasciato, amante bugiardo, amante della natura e delle rilassanti dormite sotto i grandi faggi.
Amante ripetitivo.
Il nostro comune amico, lo sapete, odia il proprio nome e cognome; ha un paio di baffi messicani, alla Tenente Garcia, che gli garantiscono a vita lo pseudonimo ad honorem affibbiatogli dalla gente del suo quartiere.
Il nostro comune amico non apprezza le reti Mediaset, ma molti garantiscono che anche la Rai non gli stia molto simpatica e La7 non la prende bene.
Il nostro comune amico ha una voglia a forma di melanzana vicino all’orecchio sinistro o destro, dipende dal punto di vista del soggetto che lo guarda ed è un campione nel ruttare le località della Marsica e dell’Europa tutta...si vanta di questo come essere il presidente degli States.
Il nostro comune amico è un’artista incompreso, un genio a modo suo; è un pittore ed osservando i suoi quadri ad olio, si capisce che è monoteista.
Sono belli, questo sì, dai colori ben definiti e diluiti, con spiccate capacità inventive che saltan fuori, ma sono anche parecchio assurdi se ci si pensa un po’.
I temi affrontati dai suoi quadri sono poco accettati dalla moralità della gente del suo habitat.
Dipinge la vita.
Dipinge la fonte della vita...che in parole povere, senza eccessivi e fuorvianti giri di parole, sarebbe... insomma dipinge delle grandi “fiche”.
E non “fiche” nel senso di belle ragazze senza veli, un po’ discinte e sensuali, ma “fiche” nel senso di organo femminile di riproduzione, dove con un dolce su e giù, coadiuvato da un uomo e dal suo organo, chiamato “pene”, gli spermatozoi tentano di giungere agli ovuli...ma uno solo di loro ce la fa a passare e allora poi arrivano le cicogne che mettono sotto i cavoli, il prodotto dell’unione di pene e vagina...mmm...sì...comunque , il nostro un po’ fuori dal comune artista, volge il suo punto di vista, il suo occhio critico, la sua attenzione, all’essenza della vita nel Mondo.
Le sue opere d’arte, *****grafia le chiamerebbe Don Beppe, rappresentano quanto di meglio e di artistico possa offrire in questo momento la Marsica tutta.
Certe volte, esplora col pennello, angoli oscuri e misteriosi della suddetta.
Usa dei colori e da delle pennellate che ricordano non poco il suo idolo Van Gogh...niente girasoli nel suo caso.
Il nostro comune amico, comunque, ha pochi interessi.
Interessato d’arte, di sesso alla maniera spicciola, di calcio guardato, di cinema rubato, di non vere amicizie, di politica ladrona, di alberi in fiore, di verdi montagne, di bugie in scatola, di chissàcosaltro, di eccetera eccetera.
Il nostro comune amico non crede ai comunisti, non crede ai fascisti, non crede che per far sesso prima bisogna essere innamorati, non crede che una donna abbia niente da dire di interessante, poi smentisce il tutto quando smaltisce la sbornia, perché comunque è bugiardo.
Non crede che gli possano ricrescere i capelli con la cura di Cesare Ragazzi.
Si dice che odi il lavoro, quanto meno quello che porta fatica e pochi soldi...adorerebbe far tanti soldi senza faticare, adora la politica italiana.
Il nostro comune amico, Dio, ma da quanto tempo lo conosciamo?...non ha mai lavorato, mai.
Si dice in giro che studi ancora, vada all’Università, ma questa benedetta laurea sono dieci anni che i suoi genitori la aspettano.
In realtà, molti sostengono, che sia pigro e prima o poi il suo talento verrà fuori, non solo quello artistico che è riconosciuto ma che non da soldi, allora saranno “uccelli amari” per todos.
Il nostro comune amico ha fatto l’amore con 1000 ragazze che vado nell’ordine ad elencare: Abbatangelo Carmela, Abbate Maria Rosaria, Abbiate pazienza ma non ne tengo voglia.
Comunque, 999 sostengono che è un gran bugiardo, una dice di non ricordarsi perché quel giorno aveva bevuto un Martini di troppo e poi aveva le sue cose e indi per cui non teneva voglia sicuramente.
Il nostro comune amico tifa per la squadra che ha vinto il campionato l’anno precedente; se va allo stadio è solo per mostrare una sciarpa nuova o per picchiare un po’ di gente, a qualsiasi colore politico appartengono.
Se sono del grande Centro, comunque ci pensa su un tantino prima di alzar le mani.
Il nostro comune amico si è fatto crescere i baffi per assomigliare a Van Gogh, suo modello artistico.
Molti, sarcasticamente, sostengono che se li sia fatti crescere per sopperire alla mancanza di peli sulla testa e comunque Van Gogh, i baffi, mica ce l’aveva!
Il nostro comune amico se guarda la TV, lo fa solo per le tribune elettorali dove ci sia un uomo del grande Centro, per il “Porta a Porta” di Vespa quando vi è gente del Centro destra, per "L'Infedele” di Lerner per vedere ciò che la sinistra ha da dire, per "Annozero” di Santoro per farsi 4 risate con le vignette di Vauro o se c’è un documentario sui grandi musei, dove vengano mostrati quadri di artisti quali Vincent, Paul, Henri o Amedeo o Selen che ha un corpo artistico che dipingerebbe volentieri, soprattutto una parte.
Il nostro comune amico odia gli status symbol, le mode che ti avvicinano troppo alla realtà delle immagini, i luoghi comuni, gli stereotipi, la cacca di cane sotto lo stivale.
Se lo incontrate in una giornata uggiosa, lo vedrete sempre senza ombrello e senza cappello, fradicio da capo a piè.
Non si fida per niente delle previsioni meteorologiche.
Se dicono “pioggia in arrivo”, per lui è una grande menzogna, una falsa verità contraffatta dalla destra o dalla sinistra.
Se lo incontrate in una giornata soleggiata, senza una nuvola in cielo, con un caldo che anche un cammello stramazzerebbe al suolo, lo vedrete con l’ombrello, con un dolce vita in lana merinos 100%, se la possedesse, si butterebbe addosso anche una bella trapunta in patchwork; gli chiedete, con le vostre canottiere bianche e con i bermuda, tutti sudati, perché si sia conciato a quel modo, lui vi risponde con tutta calma, con la stessa frase da almeno dieci anni a questa parte: “Tanto deve cambiare il tempo prima o poi, io prevengo!”
Il nostro comune amico vive in uno stato che molti definirebbero “stato di pazzia”.
E’ solo un tipo fuori dagli schemi, particolare, questo è quanto.
Il nostro comune amico ascolta la musica secondo il suo umore.
Siccome è spesso pensieroso e malinconico, ama il blues e adora le sensazioni che questa musica fanno nascere in lui.
Con il blues apre una porta, esce dal Mondo, dal suo mondo vuoto e grigio e giunge al delta del Mississippi, vicino ad un crocicchio di terra battuta, dove ha origine questo tipo di musica.
Zoe Mustacchio, il nostro amico, il mercoledì ed il sabato va al Bar Castello e gioca milleseicento lire al SUPER ENALOTTO che chissà se andrà mai alle Seicelle!
Questo è Zoe, un giovane di poco più di trent’anni che conduce una vita comune a molti altri, un giovane che vive alla giornata, che non immagina cosa possa riservargli il futuro.
Povero Mustacchio!
Zoe, il nostro comune amico, se ci pensate.
Ma da quanto tempo lo conosciamo?
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