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IL PICCHIO IN TESTA

Un romanzo fanta-comics di ALESSIO BLASETTI con disegni dell'autore - (c) 2002 - 2010
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19/2/2010 - CAPITOLO 16 - FINALE A FUMETTI - 2 di 2
Categoria: fumetto

 

>>>SEGUE>>>

 

Note finali



Per realizzare questo libro non si è fatto alcun male ad esseri viventi di questo o di altri pianeti degli universi conosciuti o sconosciuti.

L’autore è estraneo ai fatti accaduti sin qui e alle parole che sono state male interpretate da qualcuno o lo saranno.

L’autore non può controllare ciò che i suoi personaggi hanno fatto durante queste pagine e si scusa per loro, se eventuali atteggiamenti sono andati contro la pubblica moralità e l’etica.

I personaggi hanno un’anima ed è difficilissima da controllare.

L’autore è contro ogni guerra e contro ogni limitazione della fantasia, certi suoi personaggi sono solo l’espressione di una società americanizzata fino al midollo che non controllano i loro atteggiamenti bellicosi nei confronti degli altri.

Poi le solite cose: ogni riferimento a fatti, luoghi e persone è da ritenersi puramente casuale etc etc…


Ringraziamenti d’obbligo: ai miei genitori e alle ragazze di ogni razza e colore…che Dio vi benedica!...in particolare alla donna che ha rapito il mio cuore e non vuole nessun riscatto!

A mio fratello Willy che è pazzo come me.

A mio fratello Cristiano …un altro pazzo!

Ai film di fantascienza con tanti effetti speciali e a quelli in cui i cattivi siamo noi.

A me, perché non mi ringrazia mai nessuno...


...e questo è tutto, grazie anche a voi che avete seguito questo mio piccolo progetto...on line!

STOP.


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18/2/2010 - CAPITOLO 16 - Finale a fumetti - 1 di 2
Categoria: fumetto

 

 

 

 

 


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18/2/2010 - TERZA PARTE
Categoria: narrativa

 

UN GIORNO CREDI

DI ESSER GIUSTO E DI ESSERE UN GRANDE UOMO,

IN UN ALTRO TI SVEGLI E DEVI

COMINCIARE DA ZERO...

 ( E.BENNATO - P.Trampetti - 1973)


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16/2/2010 - CAPITOLO 15 - LA FINE ( 3 di 3 ) -
Categoria: narrativa

 

...>>>SEGUE>>>

 

Disse che l’avrebbe messa in funzione e l’avrebbe fatta scoppiare, così avrebbe mandato in fumo i piani degli alieni e li avrebbe bruciati vivi i bastardi.

C’era un timer e non era difficile programmarlo, così avevamo tutto il tempo di scappare.

Perfetto!” esclamò Zoe al settimo cielo.

Di lì a pochi minuti, la porta del magazzino si aprì ed entrò Flo con il padre, avevano rischiato grosso, noi eravamo lì con i fucili laser spianati, mancò poco che li uccidessimo.

Ragazzi, mio padre…è con noi…non poteva fare niente perché aveva le mani legate…ho scoperto che lo ha fatto per difendermi, per salvarmi…io avevo creduto che mi avesse abbandonato e avesse tradito noi tutti, invece…comunque, c’è una bomba nucleare qua dentro, l’ha costruita lui…”

Lo so, Flo. Marco sta per programmarla e poi scapperemo, ma come?” dissi io.

Ci sono le navicelle di salvataggio, contengono 4 posti ognuna. Ce ne sono 20. Scapperemo con quelle…le altre le dovremmo sganciare vuote nello spazio, così che non si salvi nessuno di loro o non tentino di seguirci, cosa che escludo, perché stanno già pensando a salvare la pelle, piuttosto che a attaccare voi…sono rimasti troppo sorpresi, non hanno avuto tempo di creare un piano d’attacco…come vi è saltato in mente di venire qui?” chiese il dottore con una lucentezza particolare negli occhi.

E’ tutto merito di Derek Stars, è grazie a lui che siamo qua…lui credeva in noi, credeva in noi terrestri e non sopportava l’idea che diventassimo schiavi.” disse Enrica commossa.

Derek? Uomo fantastico, non c’è niente da dire, una grande forza interiore…dov’è adesso?” chiese il dottore.

E’ morto!” disse Enrica con un tono triste.

Oh mi dispiace tanto…” fece il padre di Flo.

Si va allora? Marco, hai programmato la bomba, quanto tempo abbiamo?” domandai al pilota di linea con modi da capo.

10 minuti, di più non si può…poco tempo davvero ragazzi!”

Uscimmo di corsa, armi in spalla e ci dirigemmo alle navette di salvataggio.

Io domandai al dottore: “Senta Doc, come mai ci sono così poche navette di salvataggio su questa astronave? Loro sono almeno un migliaio!”

Hai presente il Titanic?” disse.

Che è il film con Di Caprio?”domandai.

No, la nave…” annuii “ Bè, loro credevano che questa nave fosse inaffondabile, proprio come il Titanic e quindi non c’era bisogno di appesantirla con mille navicelle di salvataggio, capito? Li avete fregati ragazzi! Siete il loro iceberg.” rispose sorridendo e stringendomi la mano.

Mi sentivo un eroe dopo quelle parole, un eroe da libro di fantascienza.

Avevo salvato il Mondo!

Avevamo.

Sparammo ancora qualche colpo e facemmo fuori altri alieni, il tutto a 300 all’ora, come se fossimo su una formula uno.

Raggiungemmo le navicelle ed erano passati 7 minuti, soli tre minuti all’esplosione totale.

Io, Flo e Marco sganciammo 18 navicelle vuote in 2 minuti e mezzo, mentre gli altri erano già saliti a bordo e ci dicevano di sbrigarci.

Qualche alieno testa dura, sparava ancora, ma senza convinzione, Zoe li faceva fuori tutti urlando come un malato di mente.

Io, Flo, Zoe ed Enrica salimmo sulla numero uno.

Gennaro, Marco, il mio clone e il dottore saltarono a bordo della due.

Meno 10, 9, 8, 7…

Rumore assordante di reattori accesi…meno 6, meno 5, meno 4…ci staccammo a velocità pazzesca dalla nave madre…meno 3, meno 2, meno 1…vedemmo un’enorme fungo atomico spargere pezzi di astronave tutti intorno a noi e spargersi nello spazio profondo.

Tirammo un sospiro di sollievo e ci abbracciamo felici poiché era finita, la nostra vita sarebbe tornata di nuovo normale.

Attraversammo una ipotetica linea del tempo e tutto tornò come era sempre stato, raggiungemmo la terra e fummo felicissimi di toccare il suolo del nostro caro pianeta.

Il mio clone era scomparso, si era come disciolto nell’aria, una volta arrivati sulla terra.

Il dottore mi spiegò che la clonazione era ancora fantascienza e che ci sarebbero voluti almeno 50 anni prima di sperimentarla su un essere umano, quindi il mio clone non esisteva più o sarebbe esistito in futuro, comunque nel presente non poteva esserci.


Che ne dite?

Non ci credete vero?

Pensate che io me la sia inventata una storia del genere?

Sì, ok…qualcosa posso averla cambiata, per rendere il mio personaggio un po’ più eroico, ma se la memoria non mi inganna troppo, più o meno è quello che accadde a me e ai miei amici quel 16 giugno del 2028 o 2031 o 2021 o forse era il dicembre del 2009 e io stavo pensando ancora al veglione di fine d’anno…chissà.

 

...fine?...

NO ANCORA NO...c'è un'ultima "fumettosa" parte da scoprire...

>>>


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12/2/2010 - CAPITOLO 15 - LA FINE ( 2 di 3 ) -
Categoria: narrativa

 

>>>SEGUE>>>

  .....

Ci fu una piccola scarica elettrica, qualche cortocircuito, ma in tre minuti tornò il silenzio.

Ce l’avevamo fatta, avevamo ucciso gli ultimi tre extraterrestri e la missione poteva continuare.

Derek però non poteva venire con noi, stava esalando il suo ultimo respiro.

Era stato colpito al cuore, anzi era già un miracolo che parlasse ancora, disse delle parole di conforto ad Enrica, le sussurrò perché noi non capimmo.

Enrica non confessò mai che cosa Derek aveva detto in punto di morte.

Pianse moltissimo quel giorno ed io non feci niente per consolarla.

Come un provetto marine, avevo in mente solo la missione, cioè sconfiggere i bastardi che ci stavano distruggendo la vita…anche Derek Stars sarebbe stato fiero di me e ci avrebbe protetto tutti con il suo spirito; era un illuminato, un Dio in terra, aveva dei poteri, non ci aveva abbandonato, era sempre lì con noi, lo sentivo nel mio cuore.

Marco, il pilota dell’Alitalia, fu svelto a capire il meccanismo di accensione di quella strana macchina, fece rombare il motore e come fosse una Ferrari F40, sgommò alla volta delle stelle, verso l’astronave madre aliena.

La rotta era nel computer di bordo, non ci furono difficoltà a trovare il popolo straniero che ci voleva conquistare.

Velocità ultrasonica e in pochi istanti ci trovammo di fronte alla mastodontica nave madre, una astronave talmente grande che occupava tutta la nostra visuale sullo schermo e copriva anche la luna.

Minchia!” esclamai.

Mortacci!” fece Zoe.

Cavoli!” disse Floriana.

Ma chi se ne frega ormai!” dichiarò Enrica piangente sul corpo di Derek.

Enorme!” fece Marco.

Uè !?” fu il commento di Gennaro, pasticcere napoletano in “vacanza” con noi.

Quanti saranno là dentro?” chiese il mio clone.

Avevo preso il comando ormai, mi sentivo come in un film di Steven Seagal, uno di quei film dove va tutto bene e i cattivi ne prendono tante, noi eravamo i buoni giusto?

Marco, manda loro un segnale positivo, fagli credere che siamo dei loro, fatti teletrasportare, che ne so, digli che vogliamo entrare e che portiamo buone notizie…” feci convincente ma poco convinto.

I’m demolition man!” pensai per caricarmi.

Io preparo i fucili, guagliò!” disse Gennaro.

Siamo pronti, allora? Spacchiamoli!” dissi.

Una frase ad effetto, una frase da film di azione americano, esaltazione pura e niente paura.

Non dovevamo averne, nessuno.

Io vado subito alla ricerca di mio padre, mi deve spiegare alcune cose e speriamo che voglia aiutarci, se no lo uccido!” disse con occhi di fuoco Floriana.

Marco mandò il segnale e ci fecero attraccare allo spazio porto uno.

Ora veniva il bello.

Appena si aprì la porta della nostra navicella, facemmo fuoco con i laser, ma loro era davvero tanti ma per fortuna non armati.

Furono sorpresi di trovarci lì, eravamo dei ribelli che volevano riavere la propria libertà e loro credevano di averci tutti assoggettati.

Mi parse di vedere Derek lottare lì con noi, a mani nude, quando la carica dei nostri fucili laser si era esaurita.

7 contro un migliaio almeno, una situazione inverosimile!

Comunque non ce l’avremmo mai fatta se Gennaro, spinto da non so quale voce guida, trovò il magazzino delle armi e noi ci barricammo lì dentro, sorretti da tutta quella tecnologia e quella potenza di fuoco.

Ogni alieno che provava ad entrare, lo facevamo secco, sembrava un videogame.

Floriana, in un momento che gli alieni si erano calmati e magari stavano preparando il loro piano di difesa, uscì dal magazzino e sospinta da una carica energetica e anche da due mani spirituali, andò alla ricerca di suo padre, scienziato al soldo del nemico.

Non vi so spiegare bene, ma Derek Stars ci stava ancora aiutando alla grande, ci stava caricando come una droga, ci stava auto convincendo delle nostre capacità, con la forza della speranza noi avremmo vinto, era come se parlasse nelle nostre menti, se fosse ancora con noi a lottare, era come fosse vivo.

Eravamo quasi distrutti nel fisico ma le nostre menti funzionavano ancora bene e questo grazie alla forza interiore che ci stava inculcando Derek.

Marco trovò una bomba nucleare nel magazzino, almeno così sembrava.

>>continua>>>


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10/2/2010 - CAPITOLO 15 - La Fine ( 1 di 3 ) -
Categoria: narrativa

 

  XV

Scena finale.



Avevo le cuffie e ascoltavo rapito un vecchio blues di Big Bill Broonzy, un pezzo registrato a Chicago nel 1937, aveva più di 100 anni ma la sua carica era sempre straordinaria.

Era un vinile, introvabile e rovinato dagli anni, ma la voce di Big Bill mi aiutava a riflettere, a ricordare.

Sono solo da 10 anni ormai, i miei figli non mi vengono più a trovare, un vecchio come me può solo dar fastidio e allora eccomi qui in questa “casa per anziani”.

Le mie figlie si spaventano anche a portare da me, i miei nipotini.

Dicono che racconto storie fantastiche come se fossero vere e i bambini ci credono.

Ma sono storie vere, che cosa posso farci?

Sono i miei ricordi, non sono fantasie.

Non posso lasciare a metà una storia, non si può saltare il finale di una storia!

La curiosità può uccidere!

I miei nipotini amano ciò che racconto, devono sapere come va a finire.

Anche voi, no?

I miei nipotini forse non verranno più a trovarmi e non sapranno come va a finire la mia storia e quella di Floriana, Derek e Zoe e gli altri, ma voi sì, ve lo prometto.

Facciamo finta che voi siate i miei nipoti e che io sia uno che racconta storie o leggende, come in questo caso, a metà tra la verità e la fantasia.

Sperando che i miei ricordi non svaniscano e la fantasia non mi abbandoni.

Devo sbrigarmi a raccontare, voi avete il diritto di sapere come va a finire.

Io sto per morire, ho 98 anni e non posso assolutamente tenere per me il finale.

Allora, dove eravamo rimasti?


L’anno non me lo ricordo, ma la confusione allora era tale che è quasi naturale esserselo dimenticato!

Stranamente la notte era sopraggiunta portando con sé folate di vento gelido. Eravamo a giugno, se non erro e il clima non doveva essere così incredibilmente “invernale”!

Un caccia bombardiere alieno scese sulla vallata, emettendo un assordante rumore e illuminando tutto intorno per 100 km.

Ne venne uno solo e all’interno di esso, non c’erano che 20 extraterrestri con i loro corpi bucati, con le loro bocche olografiche e con le loro sei dita nei piedi e nelle mani.

Ci avevano sottovalutato, non ci conoscevano per niente.

Noi eravamo 30 e con tanta rabbia addosso da far tremare i leoni del Colosseo ( similitudine molto antica, perdonate ma mi piace la storia ).

Vestiti tutti di jeans, sembravamo un esercito di indossatori con la griffe sul culo, ci nascondemmo e aspettammo il segnale del nostro capo Derek Stars.

Floriana tremava, me lo ricordo bene e non era il freddo, aveva paura, tutti avevamo paura ma c’era chi lo dimostrava e chi no.

Io non la dimostravo, ma dentro tremavo anch’io, una paura fottuta.

Zoe era voglioso di spaccare la faccia a qualche essere biotecnologico alieno, era felice o così sembrava dall’esterno, sussurrava continuamente: “Volete venire a casa con me? Vi appendo al muro di casa, volete venire…”

Zoe stava bene perché Derek gli aveva tolto finalmente, dopo 2 ore di operazione, con coltello disinfettato e acqua calda ( sembrava un parto ) il microchip spia dal cervello…quindi non aveva più scariche elettriche nella mente.

Ripensai un attimo a Lara, chissà dove era finita, che fine aveva fatto e queste cose così, ma fu solo un attimo, il mio grande amore per lei era svanito nel momento che Floriana aveva di nuovo poggiato gli occhi su di me e mi aveva detto che mi amava, pensavo allora di amarla anch’io.

D’altronde l’amore e qui faccio una digressione, è qualcosa che raramente ci porta a essere sinceri l’uno con l’altro, cioè l’amore è troppo, è tanto, io ai quei tempi, potevo parlare di passione, di istinto, di bellezza e sensualità, ma il tutto era legato alla presenza fisica…Flo era un bel pezzo di ragazza e le avevo detto che l’amavo solo per il motivo che così ci sarei andato a letto e saremmo stati insieme a chiacchierare ( non era per niente stupida, sapete ) e a baciarla o a guardarla solo per il semplice motivo che era bellissima e carica di passionalità.

Due volte mi sono innamorato, ma non di Floriana e tanto meno di Lara, con la maturità ho imparato a essere sincero e a stare insieme ad una persona senza badare al sesso e al suo aspetto.

Si cresce sapete e le tue convinzioni svaniscono, altre idee prendono il loro posto.

All’inizio del secolo io ero un ragazzo di 24 anni, che aveva avuto un’adolescenza difficile, adolescenza passata da solo in casa con mia madre che sopportava me e io lei, ragazze zero quindi.

A 20 anni mi ero lasciato andare e avevo cominciato a frequentare gente e ragazze, Floriana fu una delle prime ragazze che conobbi.

Ma non avendo fatto del sesso quando avevo 16 o 17 anni, quando gli ormoni urlavano, a 24 anni non potevo far altro che pensare ad una ragazza come una macchina del sesso, un essere bello e fresco, ma senza mente…d’altronde dovevo rifarmi, troppe seghe in camera mia!…mi vien da ridere a pensarci.

Vi assicuro che la mia opinione sull’amore e sulle donne col tempo è cambiata.

Da giovane il sesso era il mio chiodo fisso, un “picchio in testa”, se mi accettate la metafora.

Che vecchio noioso che sono diventato!

Mi stavo perdendo nelle riflessioni e voi aspettate il resto della storia!

Scusate.

Come un plotone dei marines, gli alieni uscirono dal boccaporto della loro nave stellare e in modo concitato cominciarono a sparpagliarsi e a cercare noi fuggitivi nella boscaglia intorno alla grotta.

Per la prima volta li sentii parlare senza traduttori elettronici, avevano una brutta voce, stridula e priva di toni, dicevano qualcosa che naturalmente non capii, ma sembravano veramente arrabbiati.

Avanti, è il momento di agire! Sorprendiamoli con un attacco veloce…restiamo uniti, due per ogni alieno, mi raccomando…anche se i conti non tornano…Alex e Zoe, voi attaccherete alle spalle gli alieni di guardia all’ingresso dell’astronave…d’accordo? Abbiate fiducia in voi stessi, ragazzi, convincetevi che li potete fare a fette.” disse Derek Stars con una carica da Generale di un vero esercito.

E toccò a me e al mio amico Zoe Mustacchio andare incontro al pericolo.

Zoe c’era abituato forse, io no.

Perdonami per tutti gli scherzi che t’ho fatto, Zoe!” dissi come per lavarmi la coscienza prima di morire.

Ma che stai a dì Alex? Convinto ti voglio e lascia stare gli scherzi che mi hai fatto! Li massacriamo ‘sti bastardi!” mi rispose dandomi un po’ di coraggio o di incoscienza.

Quatti quatti arrivammo, senza farci sentire, dietro alla piccola astronave,a pochi cm da noi c’erano due individui strani che dialogavano in stretto dialetto alieno, impugnavano anche delle armi, era un suicidio il nostro!

Zoe senza avvertirmi si gettò con tutta la foga che aveva in corpo su una delle guardie, lo sorprese.

Lo colpì alla testa con un bastone e gli mollò 4 o 5 cazzotti sulla testa.

La guardia cadde a terra tramortita da tanta violenza.

Io vedevo la scena al rallentatore, ancora nascosto nella semi oscurità.

Mi mossi, ma fu più per istinto che per vere capacità da lottatore, quando l’altra guardia stava per sparare con il suo laser al mio amico.

Gli saltai addosso e lui non se lo aspettava.

Gli cadde l’arma per terra e così Zoe poté sbatterlo a terra e gonfiarlo di botte.

Che culo!” esclamai.

Facile, hai visto?” disse Zoe sorridendo sornione.

Entrammo dentro la nave spaziale e aspettammo gli altri.

Sarebbero venuti? Ce l’avrebbero fatta?

Ero convintissimo di sì.

E infatti dopo 10 minuti di assoluto silenzio ( la nave era insonorizzata ) li vidi venire.

Erano stremati, senza più energie, molti di loro non ce l’avevano fatta, erano morti per una giusta causa, per liberare il Mondo dalla schiavitù che li aspettava.

Abbracciai felicissimo Floriana, come se fosse tornata da una missione di pace in medio oriente, era sana e salva, la baciai.

Siamo rimasti in 8, ragazzi; la missione diventa sempre più difficile, ma ormai ci siamo dentro!” disse Derek con un filo di voce.

Sì, certo Derek! Dobbiamo continuare ormai…ma c’è qualcuno che la sa pilotare questa bagnarola?” chiesi con un po’ di sarcasmo.

Si fece avanti Marco, il pilota di aerei di linea italiani, disse che non era proprio la stessa cosa, ma poteva provare a pilotarla l’astronave.

Fummo tutti d’accordo e ci avviammo verso la cabina di pilotaggio della nave aliena.

Che silenzio che c’era! Impressionante come non si sentisse neanche il minimo rumore, solo i nostri respiri affannosi.

La porta della cabina si aprì a scorrimento, facemmo per entrare ma un laser colpì in pieno petto Derek.

Cadde a terra gemendo.

Noi urlammo dal terrore, c’erano tre alieni lì dentro ed erano pronti a vendere cara la pelle.

Enrica si gettò sul corpo di Derek, che stava perdendo calore piano piano, si stava spegnendo il nostro amico del futuro!

Zoe senza pensarci due volte andò alla carica degli alieni, si buttò su di loro emettendo un grido di battaglia del popolo dei Chippewa.

Ne fece cadere uno e gli schiacciò la testa a terra come fosse una pallina da ping pong, si sentì chiaramente lo schiocco di una cosa spezzata; da solo non ce l’avrebbe fatta!

Fu allora che nella mia mente si aprì uno spiraglio di coraggio ed impugnai un fucile laser di origine aliena, fucile che Derek aveva rubato agli alieni sconfitti fuori nel bosco e sparai.

Tutti adesso ne avevamo uno a dir la verità, ma io fui il primo ad usarlo, con qualche difficoltà, il rinculo fu fortissimo e caddi a terra dopo aver sparato.

Colpii un essere, schizzò del sangue giallo e l’ultimo rimasto, iniziò a sparare all’impazzata, ormai disperato, per fortuna la mira non fu ottima.

Floriana mirò e con tutta la rabbia che aveva in corpo uccise il folle alieno.

Fu scaraventato dalla forza del laser sul pianale di comando dove c’erano tutti i tasti e il computer di bordo.

>>CONTINUA>>


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7/2/2010 - CAPITOLO 14
Categoria: narrativa

 

XIV

Un amore ritrovato

 


Un amore ritrovato, un amore per anni cercato, voluto, insistentemente desiderato; un amore mai dimenticato, un amore non troppo corrisposto, non delineato, spesso confuso; un amore mancato e pianto e disperato, adesso è un amore ritrovato.

Eccolo lì.

Lo vedo, finalmente, dopo tutti questi anni!

E’ libero. Sarà davvero lui?

E’ Bello, proprio come la mia mente ricordava.

Quanto tempo e quanto caos per rigenerare il nostro incontro!

Quanto ho aspettato questo momento!

Poterti dire: “Ti amo”.

Poterti abbracciare e stringerti e dirti “Non è niente amore, passerà!”

In lontananza si sente della musica, funky o fusion, li riconosco, sono i Jamiroquai che cantano “Planet home”.

La musica è ovattata , è lontana, verrà da qualche casa qui vicino.

La collina sulla quale mi sono seduta a riposare guarda alle montagne circostanti e il sole è alto in cielo e non fa troppo caldo.

Sotto vedo il mio amore, sta correndo ed è seguito da centinaia di persone.

Penso a una canzone dei Cranberries: Just my imagination.

La canticchio distratta, aspettando che lui mi si avvicini e mi riconosca dopo tutto questo tempo.

E’ solo la mia immaginazione o è davvero lui? Un altro clone bastardo?

Sono stufa di aspettare, scendo giù per la collina e passo attraverso alberi di ciliegio e mi faccio male perché i rami sono così intersecati tra di loro che quasi non ci passo.

Vorrei gridare di fermarsi, di aspettarmi, ma la voce non esce, forse è l’emozione per averlo ritrovato.

Ma c’è anche Derek!


Anche oggi è cambiato l’anno e le cose intorno non sono più le stesse.

Ho letto un quotidiano e ho pianto per le notizie assurde.

Ho letto la data naturalmente: 10 giugno 2028.

Il tempo va davvero troppo in fretta e non ci da più il tempo di invecchiare, io sono sempre la stessa e anche Alex e Derek che viene addirittura dal 2200.

E’ incredibile e senza senso.


Sento dei passi dietro di me, chi sarà?

Mi volto ma non c’è nessuno; sono in mezzo ad un bosco, gli alberi sono tanti e forse il mio “inseguitore” si è nascosto dietro uno di loro.

Avanti, vieni fuori. Chi sei?” grido con il fiatone.

Sono io, stai calma. Sono Alex.” risponde una voce nascosta “Vengo fuori.”

E’ ancora quel razzista, quell’ individuo viscido e inutile.

E’ ancora il clone di Alex Indebiti, mi ha seguita.

Sarà sempre uno scrittore o adesso fa qualcos’altro?

Il carattere è sempre quello?

Che anno è?”gli chiedo.

Come che anno è? 2028, no?” risponde sereno.

Per i cloni è tutto normale, ieri era il 2021, oggi il 2028 ed è normale.

Comunque mi sembra invecchiato e più stanco di ieri, ha anche qualche capello bianco.

Sei andata via così di corsa che non ho avuto tempo di spiegarmi. Non è che ci stavo provando, eh? Tu mi piaci molto e per te cambierei…” mi dice.

Ah, perfetto, un clone si è innamorato di me!” rifletto a voce alta.

Un clone? Chi? Cosa?”

Lascia stare, non ho tempo. Devo correre…” sono presa un po’ dalla compassione “…vieni, se vuoi venire.”

Mi rimetto a correre, non vorrei assolutamente perdere Alex, sperando sempre che sia l’originale.

In dieci minuti sono scesa a valle e ora ce l’ho di fronte, a pochi passi da me.

MI batte il cuore fortissimo e sono emozionata.

Sorrido.

Mi riconoscerà?

Sarà lui stavolta?

Lui mi vede e accenna un sorriso.

E’ stanco e sudato ed è nudo…sono tutti nudi intorno a lui.

Da dove vengono?

Flo…Floriana…sei proprio tu?” urla in mezzo alle voci degli altri.

Sì, sono io Alex!” dico arrivandogli addosso e abbracciandolo con una tale foga che non mi accorgo che gli sto facendo male.

Come sei bella…non sei cambiata affatto, ho pensato molto a te!” mi dice.

Anch’io ti ho pensato molto e ti ho cercato ovunque…volevo avvisarti del pericolo che correvi, che correvano tutti, volevo che mio padre ti escludesse dal progetto “clonazione”, ma poi non ha potuto escludere neanche me. Menomale che c’è Derek…è lui che mi ha tolto il chip dall’orecchio. “Loro” sicuramente sanno che non sono più assoggettata, mi stanno cercando forse…ma non pensiamoci adesso. Mi sei mancato da morire. Io ti amo Alex!”

Dopo tanto tempo, finalmente avevo confessato che l’amavo.

Mi ero tolto un peso dal cuore.

Anch’io Flo. L’ho capito dopo tanto tempo e…scusami se ho potuto pensare che fossi matta, come facevo a credere alle storie fantascientifiche che raccontavi? Adesso sono dentro a una cosa così grande e devo crederci per forza. Scusami se ti ho fatto soffrire, se ti ho ferita in qualche modo. Sono diverso ora, sono cresciuto. Queste esperienze segnano.”

Oh Alex…perdonato. Non ci pensare. Da oggi, non so nemmeno che giorno è, comincia la nostra vita, amore mio amore mio amore mio!”

Lo accarezzo, dietro la nuca, so che gli faccio il solletico, ride.

Mi prende il viso tra le sua mani e mi bacia dolcemente.

Finalmente.

Tuo padre è con “loro”? Collabora con loro?” mi chiede incredulo.

Sì, che figlio di puttana eh?”

Interviene Derek Stars, sempre con la sua flemma e tranquillità inglese, ci dice che non c’è tempo per l’amore adesso e che dobbiamo sbrigarci, perché le guardie avranno avvisato gli altri e tra pochi minuti saranno lì.

Non c’è tempo da perdere, allora.

Hai un piano Derek?” domando all’illuminato del 2200.

Ma che succede? Chi sono questi?” fa il clone di Alex.

Ehi, sono io quello! E’ il mio clone, vero?” chiede Alex l’originale.

Già…” faccio un po’ stufa di quell’individuo che mi ha seguito.

Non pensarci Alex, dobbiamo sbrigarci. Dobbiamo salvare il Mondo.” fa Derek.

Cosa? Il Mondo? E chi siamo noi per salvare il mondo? Non è mica un film questo? Non siamo eroi, noi! Siamo personcine insignificanti e inutili, non siamo capaci di salvare il Mondo! Cazzo Derek, è impossibile.” dice una ragazza con occhiali da sole e con i capelli a caschetto castani.

Abbi fiducia donna. Voi siete le uniche persone libere di questo pianeta, siete gli unici a non essere influenzati dal loro potere. Loro adesso vi temono in qualche modo, non siete più sotto il controllo degli extraterrestri! Dobbiamo combattere, anche se la cosa mi da fastidio, perché non credo nelle guerre, ma si cambia no? Io mando a quel paese ciò che ho costruito per anni perché con la pace non si può più risolvere niente e…vieni qua adesso, dammi la carica.”

Derek prende la ragazza con gli occhiali da sole e la bacia. La ragazza si scioglie come neve al sole e sorride beata.

Hai ragione amore, hai ragione.” gli dice.

Derek chiede a tutte le persone presenti di stare in silenzio e ascoltarlo.

Dice loro che sono liberi, ma molti miliardi di persone non lo sono e hanno bisogno del loro aiuto. Dice di mettersi una mano sul cuore e affrontare una battaglia massacrante, che sarà pericolosa.

Dice loro che molti amici e persone che conoscono sono, o lo diventeranno presto, schiavi degli alieni. Lo dice perché gli esseri umani devono avere una ragione che li riguarda, per sentirsi coinvolti, forse.

Dice che il pianeta da dove vengono gli alieni è andato completamente distrutto, sono in pochi ormai ad essersi salvati e sono tutti dentro un’astronave a poche centinaia di anni luce dalla Terra; lui ci è stato su quell’astronave!

Dice che non hanno una tecnologia molto avanzata, i loro scienziati sono morti durante una catastrofe macro nucleare e l’unico lì in mezzo che conosce qualcosa di tecnologia è un terrestre.

Continua dicendo che un migliaio di alieni non possono e non devono conquistare il nostro mondo, dobbiamo vendere cara la pelle, noi che siamo liberi non dobbiamo vivere nascondendoci, sarebbe assurdo, la speranza ci salverà e ci aiuterà a superare le nostre paure, è una guerra questa, loro ci vogliono schiavi e voi?

Bel discorso, Derek, sono commosso…veramente.” dice Alex con una lacrima che solca la sua guancia destra.

Si sentono dei mormorii, qualcuno grida parole piene d’astio, qualcuno piange disperato,molti urlano: “Ma sei scemo?” o “Chi ce lo fa fare?” o ancora “ Ci ammazzeranno tutti!”

Molte persone se ne vanno, prendono direzioni differenti, si va anche alla ricerca di vestiti, perché così nudi sono facilmente visibili e rintracciabili.

C’è tensione e la si può tagliare con una accetta.

Egoisti del cazzo!” esclama la ragazza di Derek.

No, non dire così, loro hanno paura, si sentono a pezzi, bisogna capirli se non se la sentono di lottare. Potevamo essere cento contro mille, adesso in quanti saremo? Quattro o cinque?” dice sconsolato Derek.

Alcune persone si avvicinano a noi che siamo fermi lì come bloccati, senza dire una parola.

Aspettano un po’ e poi uno di loro chiede a Derek: “Ma è vera questa storia degli alieni?”

Sì, è vera!” fa lui.

Un ragazzo sui 20 anni porge la mano a Derek, se la stringono.

Io sono Federico e sono con voi.”

Altre persone si fanno coraggio e si presentano.

Sono Marco, sono un pilota di aeroplani di linea, se posso esservi utile, io sono con voi.”

Ciao sono Paola e sono con voi.”

Michela, ragazzi sfondiamoli questi bastardi!”

Arturo, agente immobiliare, forza!”

Alla fine il nostro gruppo sgangherato di eroi, salvatori del Mondo,arriva ad un numero consistente: 30.

Un piccolo esercito senza un’ arma e con le idee confuse.

Non saremo tanti, ma siamo agguerriti.

E sono quasi tutti nudi, sembra una convention di nudisti, è ridicola come situazione.

Bisogna cercare dei vestiti, c’è una fabbrica di jeans a pochi km da qua, devono farci un salto.

Il piano di Derek è questo: li aspettiamo. Dovranno atterrare qua vicino alla grotta, noi ci nasconderemo e li assaliremo. Aspettiamo il buio, la notte e poi colpiamo. Ci serve la loro astronave, verranno con uno o due caccia bombardieri, noi ci prenderemo i loro mezzi e andremo nello spazio, entreremo nella loro nave madre e li bruceremo vivi quei bastardi!

Derek è oltremodo cambiato, non c’è che dire.

Un piano un po’ avventato, ma non c’è stato tempo di pensarne un altro.

Si dia inizio all’atto finale, scomparirà per sempre il progetto “Picchio in testa”.

Sono eccitata, come non mi capitava da anni, prendo Alex per mano e me lo porto dietro un albero.

Il clone di Alex ci guarda andar via mano nella mano, con un’espressione gelosa sul volto.

Zoe urla dal dolore e si tiene la testa, Derek va vicino a lui.

E il tramonto viene e si colora ogni cosa di arancione.


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5/2/2010 - CAPITOLO 13 (seconda metà)
Categoria: narrativa

 

>>>>SEGUE>>>>

 

Derek si allontana dai tre sconsolato e scotendo la testa. Pensa proprio che gli esseri umani siano stupidi a volte e che la loro mente è sempre presa da elementi terreni che li rendono egoisti, insensibili e anche sventati, visto che con tutto quel rumore, le guardie extraterrestri si avvicineranno alla gabbia. Enrica gli va incontro e sorride, è imbarazzata, non sa fornire una spiegazione per il comportamento dei suoi amici. Nota che l’illuminato adesso la guarda con attenzione, con i suoi occhi tranquilli.

Lo sguardo di Derek va ai suoi seni grandi e dai capezzoli immensi, va giù sull’ombelico e poi si sofferma a lungo sul pelo castano della ragazza.

Torna su agli occhi, quando Enrica gli dice sorridendo maliziosa: “Dove guardi, grand’uomo?”

Derek Stars sente qualcosa dentro, qualcosa che non sentiva da molti anni, qualcosa che aveva sentito all’età di 17 anni, quando aveva fatto l’amore con una compagna di Liceo.

E’ eccitato e siccome è nudo, la sua eccitazione non sfugge agli occhi della ragazza.

Il suo organo cresce fino a far esclamare meravigliata Enrica.

ALEX: Ma chi sei? Chi ti credi di essere? Sei un buffone sei…Lara mi ha anche detto che a letto non la facevi godere!

LUCA: Cosa!? Aaaahhhh…( si scaraventa su di lui senza pensare alle conseguenze…Zoe lo blocca e gli fa sbattere la testa sulle sbarre. Luca sanguina da una tempia. )


Dolcemente, capendo che l’uomo-Buddha ha abbandonato da anni i piaceri della carne, Enrica gli prende una mano e la poggia sul suo seno. Derek la ritrae come spaventato, ma è solo un attimo, subito dopo le sue mani delicate accarezzano i capezzoli della ragazza, che appena sfiorati si inturgidiscono. Un gemito di piacere la coglie. “Avvicinati di più” gli dice e lui obbedisce come un bambino alla sua mamma. Le loro bocche si incontrano e le loro lingue. Derek riscopre piano piano il piacere che può darle una donna, pensieri impuri lo assalgono. La sua mano scivola veloce sul sedere della ragazza e palpeggia violento le “colline color carne”. Gli altri prigionieri non osservano, sono come spenti e rassegnati agli eventi che li hanno colpiti. E’ come se fossero soli. Enrica prende in mano il pene dritto dell’uomo e se lo bacia, una, due, tre volte e lo infila in bocca e va su e va giù con un accanimento sempre maggiore. Derek chiude gli occhi e si lascia trasportare dall’onda dell’amore. Infila due dita nella fessura della ragazza e lei gli dice: “Lì non ci troverai microchip nascosti!” Ridono entrambi e fanno l’amore: Derek penetra e urla di gioia, urla anche lei.

E’ l’idillio del sesso, è magia pura e semplice.

Anche questo è armonia! “ pensa il nostro uomo sui 40.


LUCA: Ehi signora guardia aliena, venga un po’ qua…questo stronzo non ha più il microchip, se lo è tolto!”

ALEX: Ma ti vuoi stare zitto, imbecille…vuoi morire giovane?

ZOE: Cazzo Alex, stanno venendo, che si fa ora?

ALEX: Ci ammazzano tutti?


Derek si accorge che c’è qualcosa che non va, osserva le guardie avvicinarsi alle sbarre, esce dolcemente da Enrica, gode e corre dagli altri.


DEREK: E’ tempo di andarcene da qui, ragazzi. Dobbiamo scappare, tornare a essere liberi. A voi i chip li toglierò più tardi…Zoe con te bisognerà fare una vera operazione, te lo hanno infilato in testa…

ZOE: Porca…che razza di bastardi!

ENRICA: ( che nel frattempo si è sistemata un po’ ) Che dobbiamo fare, amore?

ALEX: ( stupito ) Amore!?

DEREK: Quando i sorveglianti apriranno la gabbia, voi dovete spingerli fuori con tutta la forza che avete…e per voi ( urlando ) voi tutti dovete spingere, tutti. Sono solo 10 guardie, noi siamo 100 di più! Date retta ai vostri cuori, io vi ho liberato dal loro dominio, siete liberi, vi ho tolto tutti i microchip, quando dormivate…è con quelli che vi tenevano assoggettati, non riceverete più scariche elettriche nel cervello, fidatevi di me! Avanti, ora…

ENRICA: Che uomo fantastico! ( sognante )

ALEX: Derek, io credevo che tutte queste persone fossero come dire, spente, come lobotomizzate.

DEREK: Ho letto dentro di loro, ho ascoltato i loro pensieri. C’è speranza.

ALEX: Ah, speranza…bene.

ZOE: Dai Derek, ma che se fa così? L’hai tolto a tutti il chip, a me no?

DEREK: Dopo, Zoe, dopo.

LUCA: Comunque Alex, te la farò pagare, una volta usciti di qui.

ALEX: Ma vaffanculo!


I sorveglianti prima di entrare, estraggono dalle tasche delle loro tute nere aderenti, una specie di telecomando con una lucina rossa lampeggiante.

Schiacciano un tasto, digitano un codice.

Zoe e Luca cadono a terra e si mettono ad urlare dal dolore, sono le scariche elettriche che giungono direttamente al loro tessuto celebrale, i telecomandi emettono un segnale che arriva alle menti.

ZOE: Aaaaahhh, bastaaaaa, non ce la faccio più, è più forte che mai questo battereeee, ahhh!

LUCA: AAAAAAhhhhhhhh!

ALEX: Ragazzi, che c’è? E’ il picchio in testa, vero Derek? Noi abbiamo sempre creduto che fossero semplici mal di testa e giocavamo a dire che avevamo un dannato picchio in testa…erano loro…sono anni ormai o no?

DEREK: Il tempo è relativo mio caro.


Le guardie sono sorprese poiché solo due prigionieri urlano dal dolore, la scarica stavolta è stata 10 volte maggiore di tutte le altre volte e non capiscono come mai gli altri non reagiscano all’elettricità. Inconsciamente una di loro inserisce la tessera che apre la gabbia e in un attimo un’orda di furiosi assassini ( le espressioni dei carcerati sono folli e disperate ) si abbatte sulle sventurate due guardie.

Zoe è ancora a reggersi la testa, viene portato in braccio da Derek, Enrica lo segue incollata.

Luca è a terra e sembra svenuto.

Alex è stato il primo ad uscire, ora si trova davanti altre otto guardie aliene che, sentendo il rumore assordante, sono accorse.

Come una mandria di bufali impazziti, urlanti e col sangue agli occhi, i prigionieri evasi si scaraventano sulle guardie tramortendole con la loro foga, con la loro disperazione.

Gli alieni vengono schiacciati, non hanno nemmeno il tempo di sparare con le loro armi, sono rimasti troppo impressionati dalla forza dei terrestri.

C’è una luce in fondo alla grotta, proprio davanti agli occhi dei fuggitivi, la seguono e finalmente sono fuori.

Sono liberi.

 


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5/2/2010 - CAPITOLO 13 ( prima metà )
Categoria: narrativa

XIII

Scena tre: La fuga e la fi..



Derek Stars è un uomo sui 40 anni, capelli brizzolati, abbastanza corti, sguardo sincero e non privo di pace e armonia.

Dove passa lui arriva la calma, ha in sé la grandiosità e la poesia di un grande illuminato, una persona che si è liberato del male e ha conservato solo il bene, tramite meditazioni orientali.

Derek è un buddha, un Dio in Terra, l’unico che può liberarli dalle sbarre, dallo stato di prigionia in cui si trovano.

Mette una mano sulla testa di Alex e il nostro amico si sente subito meglio, come fosse un pranoterapeuta Derek emana calore.

Tutto ad un tratto, la forte emicrania che aveva Alex, passa, il battito non lo sente più.

Derek sorride, ha portato felicità al ragazzo.

Con una mossa fulminea, Derek inserisce come fosse un attrezzo da chirurgo, il suo dito indice, nell’orecchio destro del giovane.

Alex si mette ad urlare, i ragazzi intorno a lui gridano spaventati e inorriditi dalla scena, esce del sangue dall’orecchio di Alex, ma Derek continua a cercare con il suo dito che sembra non finire mai.

Derek tira fuori un microchip, sporco di sangue lo mostra a tutti.

Tutti chiedono: “Cazzo è?”

Alex cade a terra esausto, come se tutta l’energia fosse svanita con l’uscita di quel chip.

Ti riprenderai” enuncia il grande Derek Stars.

Ecco il vostro picchio. Non è altro che un congegno elettronico alieno…era questo che vi faceva venire quei forti mal di testa, era questo il mezzo con cui > vi controllavano. dice con maestria di accento e con notevole padronanza della lingua italiana, nonché con una sbalorditiva conoscenza dei fatti, l’uomo/buddha.


ALEX: Ahio! Miii che dolooore!

ENRICA: Che bel fusto che sei! Da dove salti fuori? E’ un amico tuo Alex?

ALEX: ( ancora stordito ) Quest’uomo qua dovrebbe essere “Nostro Amico!” Quest’uomo qua ci salverà…è il primo della nuova stirpe, se ben ricordo la storia…ma se continuo a ricordare, Derek non può essere qui con noi, non è ancora nato…nascerà.

ZOE: Eh!? Ragazzo mio, quell’operazione di prima ti ha un po’ rincoglionito, forse ti ha tolto anche qualche rotella. Se noi tutti lo vediamo, come fa a non essere nato?

ENRICA: Continuiamo con le cazzate Alex? Basta…guarda dove ci hanno portato le tua storie. In prigione ci hanno portato! ( fissando sbalordita Derek ) E’ così affascinante!


Derek Stars assume la posizione del loto e sospira.

Fa accomodare i 4 a terra e gesticola di stare zitti e ascoltare.

Fa tutto con calma, rilassando anche gli altri.

Chiude gli occhi e racconta la sua storia…


ALEX: Ehi Derek, io la conosco…


Con un gesto della mano, il nostro illuminato gli dice di star zitto e ascoltare, zitto e ascoltare, zitto e.


DEREK: Io sono nato nel 2160 e la storia che voglio raccontare parte nel 2200. Io vivevo ormai in un lembo di terra, solo e con la pace dei sensi. Grazie alle teorie orientali di Lao Tzu ero riuscito a crearmi il mio paradiso personale e non avevo bisogno di niente che non fosse l’aria da respirare e il cibo che mi pescavo o che coglievo.

I pensieri erano semplici e il male, qualsiasi tipo di male, non esisteva più in me.

Svuotavo la mente 10 ore al giorno e rilassavo il corpo, stavo benissimo.

Poi un giorno nefasto si abbatté sulla mia vita tranquilla e sconvolse non solo la mia vita, ma quella di miliardi di persone.

Mi dissero che sarei stato il primo di una nuova razza, mi dissero tante cose orribili sulla fine del Mondo e io gli credetti, dovevo andare con loro o sarebbero morte rapidamente miliardi di persone.

Potevano anche aver mentito, direte voi…ma io riesco a leggere nella mente delle persone, ho questo potere sin da piccolo ed è anche per questo che ho intrapreso la strada della meditazione, perché i miei poteri mi facevano paura, i pensieri della gente mi saltavano in testa troppo veloci e molti non erano pensieri buoni.

Amo la vita e la semplicità delle cose, mentre il 90 % delle persone spera solo di essere ricca, di trovare l’amore infinito, di diventare famosa…io voglio solo vivere, questo mi basta.

Ma naturalmente non potevo vivere con il rimorso di avere contribuito all’uccisione della specie umana sulla Terra, quindi andai con questi esseri strani, a metà tra demoni e umani, con alcune parti del loro corpo metalliche ed elettroniche e metà biologiche.

Mi portarono su un’astronave, così mi dissero loro, io non avevo mai visto niente di simile comunque.

Iniziarono degli esperimenti su di me, ne aveva sentito parlare da bambino: “Clonazione”

Avrebbero clonato il mio DNA e da quello avrebbero costruito milioni e milioni di persone uguali a me…ma qualcosa evidentemente andò storto…non riuscirono a clonare la mia mente, perché io svuotavo ogni pensiero e a loro questo non piaceva per niente.

Un corpo vuoto senza mente era un progetto troppo misero per loro, loro volevano creare una nuova specie, volevano diventare potentissimi, volevano ergersi al di sopra della vita, il loro capo voleva essere Dio.

L’astronave viaggiava ad una velocità esagerata per qualsiasi studioso mondiale, così finì che la linea spazio temporale si distorse e così adesso ogni giorno ci troviamo in un anno diverso e le cose intorno a noi si modificano.

Io non potrò mai tornare al mio pezzo di terra, lassù in montagna, perché un giorno c’è, l’altro non c’è…anche il pianeta subisce il cambiamento dovuto al tempo.

L’esperimento “Picchio in testa”, così si chiamava, è fallito.

Uno scienziato terrestre italiano che collabora con gli alieni non riesce a creare la formula giusta per clonare la mente delle persone e i nostri extraterrestri sono alle corde, perché il loro pianeta sta morendo e loro si devono stabilire al più presto sulla Terra.

Sono in pochi ormai, un migliaio forse e adesso stanno per mettere in azione il piano B del Picchio in testa.

Cioè assoggettare il genere umano alle loro volontà, trasformare tutti in schiavi lobotomizzati, senza cervello, così da diventare i padroni del nostro mondo senza rischiare di avere esseri ribelli che mettano loro i bastoni nelle ruote.

Visto che il loro primo piano è fallito, saranno di meno le persone “intelligenti” come loro e saranno miliardi di schiavi “scemi”, noi.

Quel microchip che ti ho tolto Alex, lo posso togliere anche agli altri, non è difficile, basta spingere delicatamente senza creare danni all’apparato uditivo…l’ho già tolto a una tua amica, Floriana.

( Alex fa uno sguardo stupito )

Il tempo cambierà le cose, ma bisognerà rimettere la linea spazio temporale al giusto posto, se no continueremo ad avere anni diversi ogni giorno.

Il SOMMO, il capo degli alieni, in questo momento si diverte a giocare con voi e con moltissimi altri su questa pianeta.

Ha fatto inserire questi chip da qualche infiltrato terrestre, sicuramente in cambio di onore e gloria o denaro, chissà…comunque non fidatevi troppo delle persone, in questo periodo è un caos totale…chi non cambia è uno di loro…voi siete stati qualcun altro, è vero?


Silenziosamente i nostri amici abbassano il capo, affermando.


ENRICA: Io sono rimasta sempre la stessa, ma Alex, che si crede il più intelligente di noi, dice che mi ero uniformata all’ambiente circostante…ciò non significa che io sono una di loro, vero? Io…a me non mi hanno promesso niente questi qua, anzi mi tengono rinchiusa qui a morire di fame…mi credi, vero Derek?

DEREK: Sì, sei sincera amica mia, a te il chip ancora non lo hanno inserito e non si sono mai messi in contatto con te…ti leggo dentro. ( lo sguardo di Derek, agli occhi di Enrica è un invito a fare l’amore, ma Derek non ci pensa nemmeno, in questo momento )

ALEX: Enrica, tu sei la mia migliore amica, lo sai che mai avrei potuto credere che fossi alleata con chi ci tiene prigionieri qui…mai! Piuttosto è Lara che mi ha deluso profondamente, io mi ero veramente innamorato di lei…che bastarda che è!

LUCA: Ehi animale, come ti permetti, rimangiati tutto ciò che hai detto sulla mia ragazza!

ZOE: Piantala coglione di strillare, vuoi farci prendere dai sorveglianti? Lara è una stronza e basta e sono felice che Alex se la sia fatta.

LUCA: Cosa!? Ma starete scherzando, spero? Io vi ammazzo, anzi vi faccio ammazzare, io dico a tutti che Alex si è fatto togliere il chip da Derek, così ci pensano gli alieni a farvi fuori! Alex, non è vero che hai fatto l’amore con la mia ragazza…

ALEX: Sì, ho scopato con lei…( “quando ero te, però” pensa )


Alex, Zoe e Luca cominciano a spingersi e a gridare, litigano furiosamente.

Viene fuori tutta la gelosia del borghesuccio di Luca, salta agli occhi la voglia di menar le mani di Zoe, si intuisce che ad Alex piace scherzare anche in momenti seri come questo e poi Luca gli sta proprio sui maroni, anche se non è atletico e non ha il fisico di Luca, gli vuole proprio spaccare la faccia.


ZOE: Se la lasci sempre sola per andare a giocare a golf, idiota…certo che lei va con un altro, è naturale! E’ naturale pure che si allei con gli alieni! Cornuto!


....continua......


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2/2/2010 - CAPITOLO 12
Categoria: narrativa

 

XII

Scena due: Sulla Terra – Prigionieri -

 

 

 

Siamo all’interno di una grotta, stalattiti e stalagmiti dappertutto.

Una gabbia enorme è situata proprio al centro della grotta, all’interno di essa ci sono un centinaio di persone.

Sono disperate e piangono, urlano e non riescono a capire che cosa stia succedendo.

Ci spostiamo sulle sbarre della gabbia, i volti delle persone sono sempre più tesi e sono angosciati, provano brividi di freddo, nella grotta la temperatura è molto bassa, sono tutti nudi.

A sinistra troviamo un gruppo di ragazzi che conosciamo bene.

Sono Zoe Mustacchio, Alex Indebiti, Luca Bernacca ed Enrica Mariani.

C’è terrore nei loro occhi e stupore, sono increduli che ciò che stia accadendo, stia accadendo a loro.

 

LUCA: Almeno adesso siamo tornati noi stessi, ci siamo ripresi i nostri corpi…anche se non capisco come.

ALEX:  Già, è bello ritornare ad avere questo corpo! Ragazzi, che storia! Io non ci capisco niente, è tutto troppo incredibile, senza senso, mi scoppia il cervello e poi lo sentite questo battere in testa incessante? Cazzo, ma che cos’è? Non sarà davvero un picchio in testa? Forse qualcuno ci ha infilato qualcosa nel cervello, che ne so!

ENRICA:  Troppi film di fantascienza, Alex! Siamo tenuti prigionieri da qualche gruppo di estremisti, sicuramente, ci tengono prigionieri fino a quando qualcuno dei governanti non si decida a fare qualcosa!

ZOE:  E’ la stessa grotta che vi dicevo! Qui mi hanno fatto un sacco di esperimenti! E ora mi ricordo anche una cosa: mi hanno infilato qualcosa in testa, una specie de microchip, ‘na cosa fredda, de metallo, guardate qua!”

 

Zoe mostra ai ragazzi un piccolo taglio in testa, ora c’è una piccola cicatrice, Enrica si allontana inorridita.

Buona parte della cicatrice è ancora rossa di sangue, ma è sangue secco, raggrumato; la cucitura è stata fatta velocemente, non è perfetta.

 

ALEX:  Miii, che schifo! ( spalancando gli occhi e rivolgendosi al gruppo di amici )  Adesso ci credete? Stanno facendo degli esperimenti su di noi, ma non ne so ancora il motivo e comunque ci sono attrezzature troppo strane qui dentro, come ne ho viste quando non ero prigioniero e quando ero Luca; non siamo stati presi da un gruppo di estremisti, c’è qualcosa di più grande sotto. Comunque penso anche alla clonazione. Zoe, io ti ricordo quando sei venuto in ospedale, eri tu, ma eri cambiato, cioè possono clonare il corpo ma le menti sono diverse, i caratteri sono diversi, queste cose non le si può copiare, penso. Sono anche quasi certo che le cose non vadano come devono andare…perché tu sei scappato e forse hai rovinato i loro piani…minchia che casino ragazzi…e noi che cosa possiamo fare?

LUCA: E pensare che io ero un giornalista affermato! Guardami adesso invece…prigioniero di chissà chi, dentro una grotta con esseri strani che ci sorvegliano e dove siamo?

ENRICA: Saremo a pochi km da Avezzano, anzi, respirando questo forte odore, posso dire che siamo vicino ad una zolfatara, senti che merda!  Vicino a Tivoli forse…

ALEX: Enrica ragiona. Noi eravamo diretti verso le Marche, no? Stavamo andando a raggiungere Floriana, ricordi?  Stavamo già verso San Benedetto Del Tronto e abbiamo incontrato Zoe. Zoe era scappato con una bici, la sua bici e…quanto tempo hai corso, Zoe?

ZOE:  Ma che ne so…due o tre ore…ero tutto sudato!

LUCA:  In due o tre ore con la bici si possono percorrere, quanto?  15, 20 km al massimo, sempre ammesso che tu non sia Pantani, allora puoi fare anche 50, 60 km.

ALEX:  Siamo in una grotta, nelle Marche, sicuro!  E l’unica grotta che ricordi avere queste rocce e questa acqua si trova a Frasassi. Queste sono le grotte di Frasassi, magari una parte chiusa al pubblico, una parte nascosta.

ZOE:  ( titubante ) Po’ esse…

ENRICA:  Ma che dobbiamo fare? Starcene tutto il tempo qui, a piangerci addosso e a riflettere su questa situazione? Eh? Dobbiamo scappare ragazzi, dobbiamo tornare liberi. Pensate che non è la prima volta che qualcuno si trova in pericolo e in gabbia…pensate a Cuba e gli americani, pensate alle lotte del “Che”, pensate al Sudafrica…dobbiamo lottare, fare una rivoluzione, dobbiamo andarcene di qui, non ci danno neanche da mangiare!  Questi ci fanno morire di fame!

ZOE: Ma come?

ENRICA:  Zoe, ma tu non eri riuscito a scappare? Non ti ricordi come hai fatto?

ZOE: ( come preso da una folgorazione, illuminato ) Sì, certo… ( spento ) Non mi ricordo…qualche briciola di memoria si è persa o è stata cancellata quando ci hanno ripreso.

ALEX:  Ragazzi, vedrete che ne usciremo, tranquilli ( sicuro di sé all’esterno, ma dentro una grande paura )…ehi, ma non manca qualcuno?…Lara, ecco chi manca.  Lara.   Dove sarà finita?

LUCA:  Già, il mio dolce amore! La mia ragazza.

ALEX:  Luca, posso farti una domanda? ( Luca annuisce ) Come vanno le cose con Lara? No, perché mi sembra che lei ultimamente…insomma…sembra che non le interessi più…

LUCA:  Lei mi ama, che ne sai tu? ( risentito )

ALEX:  Eh, che ne so…dove era la tua mente?  In quale corpo sei vissuto per tutto questo tempo?

LUCA:  Ero un politico del Nord, un certo Bissi.  Oh, si guadagnava bene, ho fatto un bel po’ di acquisti e anche tantissime leggi che tutti mi hanno approvato.  Che ci vuole a far politica!

ZOE:  Leggi razziste, sicuramente…( adirato, Luca annuisce con fare snob )…pezzo de merda! 

ENRICA:  Calma ragazzi, calma. Una volta risolta questa storia, tutto cambierà, almeno credo.

ALEX: ( cambiando discorso, seguendo un suo pensiero ) Lara ultimamente mi era sembrata un po’ distratta, svagata. Ho anche pensato che fosse idiota!  Invece adesso, penso che ci abbia traditi, teso una trappola, in qualche modo è legata a ‘sta faccenda, non so come, ma lei c’entra…se no sarebbe qui con noi, giusto?  Lei sembrava l’unica a non essere cambiata…Enrica un po’ lo era…

ZOE:  A me non m’è mai piaciuta, se la tirava!

ENRICA:  Una bella stronza, l’ho capito da subito, quando è entrata in libreria.

LUCA:  Io l’amo…mm…

 

All’improvviso dal buio, si sente una voce.  Prima bassissima, poi bassa, poi si incomincia a distinguere qualche parola, infine si intravede una parte del viso, una bocca e due occhi neri, profondi e tranquilli.

Un uomo nudo ( lo erano tutti lì in mezzo ) con spalle larghe, un fisico ben formato, si avvicina al gruppo di amici e si presenta con un sorriso e con mille spiegazioni da fornire.

Le guardie, esseri umanoidi vestiti di nero con armi a tracolla, osservano i loro prigionieri con fare distratto e annoiato, come a pensare che “non potranno mai scappare e che sarebbe stato meglio andare al bar a bere qualcosa”.

Meglio così per i nostri eroi.

L’uomo ora è davanti ai nostri amici, lo si vede di spalle.

Sono Derek Stars!” dice “Voi conoscete la mia storia?”

 


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IL PICCHIO IN TESTA

Un romanzo fanta-comics di ALESSIO BLASETTI con disegni dell'autore - (c) 2002 - 2010

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